CARRIERA - TERZA PARTE

Il ciclismo diventa un lavoro

luca piefelici

I primi due anni da dilettante mi sono serviti come apprendistato: sono passato tra gli under 23 con la Reda-Mulinari di Faenza (alle dipendenze di Roberto Drei e del Ds Michele Coppolillo), e al terzo anno sono tornato nelle Marche nel vivaio della Domina Vacanze. Direttore sportivo era Mario Bolletta, e la formazione era allestita da Vincenzino Santoni e Rolando Navigli. In due anni sono riuscito a coronare il sogno della mia vita: passare professionista. Colsi subito due secondi ed un terzo posto e dopo altri numerosi piazzamenti arriva la vittoria del campionato marchigiano e la vittoria in solitaria a Bevagna. La stagione si conclude con una brutta caduta durante il Giro di Toscana e persi così, ormai a cose fatte, il quinto posto in classifica generale.

Nel 2005, sempre con la squadra di Bolletta (allora Naturino-Sapore di Mare) ottengo 26 piazzamenti nei primi dieci classificati ma non riesco a vincere nessuna competizione. Il debutto tra i prof è avvenuto al Trofeo Melinda del 2005: ero andato molto bene al Gp Capodarco (9°) e alla gara “Milionaria” di Montappone (2°), e per la prima volta avevo l’opportunità di confrontarmi tra i prof con la maglia della Naturino. Nelle gare di fine stagione a cui presi parte, una dozzina in tutto, mi trovai ad aiutare Antonio Murilo Fischer, che in quel periodo andava fortissimo e vinse cinque corse.

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